Sangue nelle urine: la rottura dei vasi da iperfiltrazione
- Alberto Trevisan
- 14 gen
- Tempo di lettura: 1 min
Vedere sangue nelle urine, condizione conosciuta come ematuria, è uno dei segnali d’allarme più diretti che il corpo possa inviare. Non è una malattia in sé, ma il sintomo che qualcosa ha rotto l’integrità del sistema urinario.
Il colabrodo ad alta pressione
La barriera di filtrazione: il glomérulo agisce come un setaccio ultra sottile che permette il passaggio di acqua e rifiuti, ma trattiene le cellule del sangue e le proteine grandi. È composto da endotelio capillare, membrana basale e podociti.
Iperfiltrazione e tensione: quando la pressione sanguigna è troppo alta o il rene cerca di compensare la perdita di altre nefronne, si verifica l’iperfiltrazione. La pressione idrostatica all’interno di questi piccoli vasi aumenta talmente tanto che la barriera inizia a cedere.
La rottura microscopica: sotto questa tensione meccanica si verificano micro-lacerazioni sulla membrana basale. I globuli rossi (eritrociti), che normalmente sono troppo grandi per passare, vengono “spinti” forzatamente attraverso questi vuoti nello spazio di Bowman, mescolando con l’urina in formazione.
Il colore dell’avviso
Ematuria macroscopica: l’urina diventa rossa, rosa o color “coda”. Questo indica una perdita di sangue significativa che può derivare dal glomérulo all’uretra.
Cilindri ematici: quando il sangue proviene dal glomerulo, gli eritrociti si deformano quando passano attraverso i tubuli renali (accantociti). Se raggruppati, formano “cilindri” che sono una prova inconfutabile di danno al parenchima renale.
Cause non glomerulari: A volte il sangue non proviene da una rottura da pressione, ma da una ferita meccanica causata da un calcolo (pietra) che raschia l’uretere o da un’infezione (cistite) che infiamma le pareti della vescica.














































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