Atrofia clitoride: il cambiamento silenzioso in menopausa.
- Alberto Trevisan
- 3 ore fa
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Durante la menopausa, la diminuzione degli estrogeni non solo causa vampate, ma altera anche la struttura dei tessuti genitali. L’atrofia vulvovaginale può colpire il clitoride, un organo con 8.000 terminazioni nervose che dipende dal flusso sanguigno per mantenersi in salute.
1. Dimagrimento del tessuto (Ipotrofia) Senza stimoli estrogeni, la pelle che ricopre il clitoride e il tessuto erettile stesso perdono collagene ed elastina. Questo fa sì che l’organo diventi più piccolo e che il tessuto sia più sottile e fragile, il che può causare dolore al minimo sfregamento.
2. Fimosi Clitoridiana: La “sepoltura” del piacere Uno dei cambiamenti meccanici più notevoli è che il prepuzio (il cappuccio) può restringersi o fondersi con il glande del clitoride. Questo “nasconde” il clitoride, rendendone difficile la stimolazione e intrappolando secrezioni cellulari sotto la pelle, che possono generare infiammazione o dolore cronico.
3. L’importanza del flusso sanguigno Come qualsiasi muscolo o tessuto erettile, il clitoride ha bisogno di flusso sanguigno per mantenere le sue dimensioni e sensibilità. La mancanza di attività o di estrogeni riduce la microcircolazione, rendendo il tessuto pallido e meno ricettivo agli stimoli nervosi.
4. Trattamento Meccanico e Ormonale L’atrofia non è irreversibile se trattata in tempo. L’uso di estrogeni locali (creme o anelli) aiuta a recuperare lo spessore della mucosa. Inoltre, mantenere l’attività sessuale (o l’uso di dispositivi per vuoto/vibratori) incoraggia l’irrigazione sanguigna, contribuendo a mantenere il tessuto flessibile e impedendo che il cappuccio si fonda.
La salute sessuale nella maturità inizia con la comprensione e la cura dell’architettura del proprio corpo!














































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