Il destino dei fili interni dopo il cesareo.
- Alberto Trevisan
- 8 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Dopo un cesareo, il tuo corpo diventa uno scenario di ingegneria chimica. Mentre tu ti riprendi, i fili che il chirurgo ha usato per chiudere il tuo utero e gli strati interni iniziano una missione di “autodistruzione”.
Questi fili, chiamati suture bioassorbibili, sono progettati con una logistica perfetta: mantengono l’unione dei tessuti abbastanza a lungo da guarire e poi svaniscono senza lasciare traccia.
Che mi dici della logistica di questi fili?
A differenza dei punti esterni che a volte vanno rimossi, gli interni seguono un processo chiamato idrolisi:
L’attacco dell’acqua: le suture sono fatte di polimeri sintetici che reagiscono con l’acqua dei tuoi stessi tessuti. Non è una “digestione” acida, ma le molecole d’acqua rompono lentamente le catene del filo. È come una zolletta di zucchero che si disfa, ma a una velocità controllata di settimane o mesi.
Assorbimento da cellule: una volta che il filo si frammenta in pezzi microscopici, i “pulitori” del tuo corpo (i macrofagi) entrano in azione. Queste cellule inghiottiscono i resti e li processano. L’architettura del tuo tessuto sostituisce lo spazio del filo con fibre di collagene proprie.
Uscita di sistema: i componenti finali del filo diventano semplici sostanze che il tuo corpo elimina naturalmente attraverso la logistica metabolica (respirazione o urina). Alla fine, non è rimasto alcun oggetto estraneo nella tua architettura addominale.
AVVISO MEDICO
Il Ginecobstetra sceglie il tipo di filo in base allo strato di tessuto: alcuni durano 15 giorni e altri fino a 60. È normale sentire certi “tironcini” o piccole durezze interne mentre questo processo avviene. Tuttavia, se senti febbre, dolore intenso o calore nella zona, la logistica di assorbimento potrebbe causare una reazione. Il tuo corpo è così saggio che sa quando smettere di usare il supporto esterno per fidarsi della propria forza!














































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