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Perché il sovraspinato è il tendine che si lesiona più frequentemente nella cuffia dei rotatori.

Il sovraspinato rappresenta, in modo costante nella letteratura scientifica, il tendine più frequentemente coinvolto nelle patologie e nelle rotture della cuffia dei rotatori. Questo dato non è casuale, ma deriva dalla combinazione di fattori anatomici, biomeccanici, biologici e sistemici.

Anatomia e biomeccanica: un tendine “svantaggiato”

Il sovraspinato attraversa uno spazio ristretto sotto l’arco coraco-acromiale ed è attivo già nei primi gradi di abduzione. A differenza di altri tendini della cuffia, lavora frequentemente in una condizione combinata di:

•trazione

•compressione

•taglio

Questa esposizione meccanica ripetuta lo rende particolarmente vulnerabile, soprattutto in presenza di alterazioni della cinematica scapolo-omerale. La letteratura moderna ha superato il concetto semplicistico di “impingement meccanico”, descrivendo invece un modello multifattoriale in cui il carico ripetuto gioca un ruolo centrale.

Biologia del tendine e “critical zone”

È ben documentata l’esistenza di una regione del sovraspinato, in prossimità dell’inserzione sull’omero, caratterizzata da ridotta capacità adattativa del tessuto.

Questa zona mostra:

•alterazioni del collagene

•ridotta capacità di riparazione

•maggiore suscettibilità alla degenerazione

Con l’aumentare dell’età, questi fenomeni diventano progressivamente più marcati, rendendo il tendine meno resiliente agli stress quotidiani.

Età: il principale fattore di rischio

I dati epidemiologici mostrano in modo coerente che:

•la prevalenza di lesioni del sovraspinato aumenta progressivamente dopo i 40–50 anni

•oltre i 60 anni una quota significativa di soggetti presenta rotture parziali o complete anche in assenza di sintomi

Questo spiega perché molte lesioni vengano scoperte “dopo un trauma banale”: spesso l’evento traumatico non crea la lesione, ma la rende clinicamente manifesta su un tendine già degenerato.

Pattern di lesione: perché “parte quasi sempre dal sovraspinato”

Negli studi ecografici e di risonanza magnetica su ampie popolazioni:

•la lesione iniziale coinvolge più spesso il sovraspinato

•l’estensione all’infraspinato avviene nelle fasi successive

•le lesioni isolate di altri tendini sono decisamente meno frequenti

Questo pattern rafforza il ruolo del sovraspinato come anello debole funzionale della cuffia.

Differenze tra sesso maschile e femminile

Contrariamente a quanto spesso si pensa, la letteratura non identifica il sesso come un fattore di rischio indipendente forte.

Le differenze osservate tra uomini e donne sono in gran parte spiegate da:

•età

•tipo di attività lavorativa

•carico funzionale

•comorbidità

Una volta corretti questi fattori, l’età biologica del tendine risulta più determinante del sesso.

Fattori sistemici: non è solo una questione di spalla

Meta-analisi e studi osservazionali hanno dimostrato un’associazione tra patologia della cuffia dei rotatori e:

•diabete

•dislipidemia

•ipertensione

•sindrome metabolica

Queste condizioni influenzano la qualità del collagene e il microcircolo tendineo, rendendo il tessuto meno capace di adattarsi al carico, anche in assenza di gesti estremi.

Trauma acuto vs degenerazione cronica

Nei soggetti giovani, il sovraspinato può lesionarsi per eventi traumatici ad alta energia o per carichi eccentrici improvvisi.

Negli adulti e negli anziani, invece, la maggior parte delle rotture “traumatiche” è in realtà:

una lesione degenerativa pre-esistente che viene svelata dall’evento acuto

Messaggio clinico finale

Il sovraspinato si lesiona più frequentemente perché

•lavora in condizioni biomeccaniche sfavorevoli

•possiede una zona biologicamente vulnerabile

•perde capacità adattativa con l’età

•è influenzato da fattori metabolici sistemici

 Non è il singolo movimento a “romperlo”, ma il rapporto tra carico e capacità del tendine nel tempo.


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