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NEL TUO INTESTINO ESISTE UNA PORTA. SE NON FUNZIONA BENE, IL TRAFFICO PUÒ DIVENTARE UN CAOS! SI CHIAMA VALVOLA ILEOCECALE.

  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 6 min

E probabilmente non ne hai mai sentito parlare.

Eppure si trova in un punto strategico del nostro intestino:

tra la fine dell’intestino tenue e l’inizio del colon.

Da una parte c’è l’ileo terminale, cioè l’ultimo tratto dell’intestino tenue.

Dall’altra c’è il cieco, cioè la prima porzione del colon.

In mezzo c’è proprio lei...

...una piccola struttura anatomica che funziona come una porta, un filtro, un confine.

E quando capisci dove si trova, capisci anche perché è così importante!

Perché intestino tenue e colon non sono assolutamente la stessa cosa.

Spesso li nominiamo insieme, come se fossero semplicemente due pezzi dello stesso tubo.

Ma in realtà hanno ruoli molto molto diversi.

1) L’intestino tenue è il grande protagonista dell’assorbimento.

Qui il cibo, dopo essere stato lavorato da stomaco, bile, enzimi pancreatici e secrezioni intestinali, viene scomposto e assorbito.

Qui entrano nel corpo aminoacidi, zuccheri semplici, grassi, vitamine, minerali e tantissime molecole utili.

2) Il colon invece lavora in modo diverso.

- Recupera acqua ed elettroliti.

- Compatta le feci.

- Ospita una quantità enorme di microrganismi.

- Fermenta fibre e residui non digeriti.

- Produce metaboliti importanti attraverso il lavoro del microbiota.

Quindi abbiamo due ambienti vicini, ma profondamente diversi.

Il tenue è più orientato a digestione e assorbimento.

Il colon è più ricco di microbi, fermentazione e produzione di gas.

E proprio per questo serve un confine!!

Una porta che aiuti a regolare il passaggio da un mondo all’altro.

Questa porta è la valvola ileocecale.

Il suo compito principale è permettere al contenuto dell’intestino tenue di passare nel colon nel momento giusto e nel modo giusto.

Non tutto insieme.

Non troppo velocemente.

Non in modo disordinato.

Deve esserci coordinazione.

Perché se il contenuto arriva nel colon troppo rapidamente, l’assorbimento a monte può essere meno efficiente e il colon può ritrovarsi a gestire più materiale del previsto.

Se invece il transito rallenta troppo, possono aumentare ristagno, fermentazione, gonfiore e sensazione di pesantezza.

Naturalmente non dipende tutto dalla valvola ileocecale.

Sarebbe una semplificazione esagerata (e a noi le semplificazioni non piacciono).

Il transito intestinale è regolato da tanti fattori:

motilità, sistema nervoso enterico, ormoni digestivi, microbiota, bile, pasti, stress, sonno, farmaci, idratazione e composizione dell’alimentazione.

Però la valvola ileocecale si trova in un punto talmente strategico che può influenzare il modo in cui tenue e colon comunicano tra loro.

E non serve solo a far passare il contenuto in avanti.

Serve anche a limitare il passaggio all’indietro.

Questo è un dettaglio importantissimo.

Il colon è molto più popolato da batteri rispetto all’intestino tenue.

Nel colon questa ricchezza microbica è normale, utile e fisiologica.

Ma nel tenue la quantità di microrganismi dovrebbe essere molto più contenuta.

Se il materiale del colon refluisce facilmente verso il tenue, oppure se le barriere anatomiche e motorie non funzionano bene, può aumentare il rischio che batteri tipici del colon colonizzino zone in cui normalmente dovrebbero essere meno presenti.

E qui capiamo perché questa piccola porta è così interessante quando si parla di gonfiore, fermentazione e SIBO.

Attenzione però!

Questo non significa che se hai gonfiore, allora hai sicuramente un problema alla valvola ileocecale.

Assolutamente no.

La pancia gonfia può dipendere da tantissime cose:

- FODMAP poco tollerati

- Stitichezza

- Transito rallentato

- Diarrea

- Ipersensibilità viscerale

- Stress

- Ciclo mestruale

- Disbiosi

- Aerofagia

- Digestione lenta

- Alcuni farmaci

- Alterazioni biliari

- Condizioni infiammatorie

- Intolleranze o malassorbimenti

E tante altre situazioni...

Il punto qui è un altro.

La valvola ileocecale ci insegna che sintomi simili possono nascere da meccanismi molto diversi.

Perché una pancia gonfia può sembrare sempre uguale dall’esterno.

Ma dentro può esserci un transito troppo veloce.

Oppure troppo lento.

Una fermentazione aumentata nel colon.

Oppure una fermentazione che avviene troppo presto nel tenue.

Una sensibilità intestinale aumentata.

Oppure una combinazione di più fattori.

È per questo che ridurre tutto a “ho la pancia gonfia, quindi ho questo problema” è davvero molto rischioso.

Il corpo non funziona per etichette semplici.

Funziona per sistemi.

E la valvola ileocecale fa parte di un sistema molto più grande:

il sistema ileocecale.

Qui lavorano insieme l’ultimo tratto del tenue, la valvola, il cieco, il colon destro, la motilità intestinale e il microbiota.

È un incrocio.

Un punto di passaggio.

Un luogo in cui il contenuto intestinale cambia ambiente.

È un po’ come il confine tra due città.

Nella prima città ci sono regole, densità e funzioni precise.

Nella seconda città ce ne sono altre.

Se il confine funziona bene, il traffico scorre.

Le merci passano nel momento giusto.

Le due città comunicano senza confondersi.

Se il confine viene alterato, il traffico può diventare più disordinato.

Non perché quella porta sia l’unica responsabile di tutto, ma perché sta in un punto chiave.

Infatti, nella pratica clinica, questa zona diventa particolarmente importante in alcune situazioni.

Per esempio dopo interventi chirurgici che coinvolgono l’ileo terminale, il cieco o la valvola ileocecale.

Oppure in alcune malattie infiammatorie intestinali che possono interessare proprio l’ileo terminale.

Oppure in condizioni in cui la motilità del tenue è alterata.

In questi casi il medico può valutare il quadro complessivo, perché non basta guardare un singolo sintomo.

Serve capire la storia della persona, gli esami, l’alvo, il dolore, la presenza di segnali d’allarme, eventuali interventi, terapie, breath test quando indicato, esami del sangue, calprotectina o altri approfondimenti se necessari.

La parte più importante di questa lezione è questa:

la valvola ileocecale non è una diagnosi da social.

Non basta dire “ho la valvola ileocecale bloccata” o “ho la valvola aperta” per spiegare gonfiore, stipsi, diarrea o dolore.

Il nostro intestino non è una porta che si apre e si chiude a comando.

È un sistema vivo, regolato da muscoli, nervi, segnali chimici, pressione, contenuto alimentare, microbiota e motilità.

Quindi sì, la valvola ileocecale è importante.

Ma va capita nel modo giusto.

Non come un interruttore magico.

Non come il colpevole unico di ogni disturbo.

Non come qualcosa da sbloccare con manovre improvvisate.

Va vista per quello che è...

...una struttura anatomica piccola, ma strategica, che contribuisce a mantenere separati e coordinati due ambienti intestinali molto diversi.

E questo cambia il modo in cui guardiamo tanti sintomi.

Ecco perché insistiamo sempre su un concetto: non bisogna inseguire solo il sintomo.

Bisogna capire il meccanismo.

Serve fare ordine.

Capire se il problema è soprattutto alimentare.

Se c’è un tema di motilità.

Se c’è stipsi con ristagno.

Se c’è diarrea o urgenza.

Se ci sono segnali di malassorbimento.

Se c’è una storia di interventi chirurgici.

Se ci sono segnali infiammatori.

Se ha senso valutare SIBO o IMO con uno specialista.

E nel frattempo, cosa possiamo fare nella vita quotidiana per aiutare l’intestino a lavorare meglio?

La base resta sempre la stessa.

1) Pasti regolari.

2) Masticazione più lenta.

3) Idratazione adeguata.

4) Movimento quotidiano.

5) Sonno più stabile.

6) Gestione dello stress.

7) Fibre scelte con intelligenza e aumentate gradualmente, soprattutto se l’intestino è sensibile.

 Valida integrazione probiotica (vedi più sotto...)

E attenzione agli estremi:

né eliminare tutto per paura, né aggiungere troppa fibra o troppi alimenti fermentabili da un giorno all’altro.

L’intestino ama la costanza.

Ama il ritmo.

Ama la gradualità.

Ama un microbiota più equilibrato e un ambiente meno caotico.

Per questo anche lavorare sull’equilibrio del microbiota può essere un tassello utilissimo dentro un percorso più ampio.

Il probiotico giornaliero Vitalongum nasce proprio per favorire l’equilibrio del microbiota intestinale, ma va sempre inserito in una visione completa insieme ad alimentazione, idratazione, stile di vita, regolarità del transito e ascolto dei segnali del corpo.

Non esiste il singolo gesto che sistema tutto.

Esiste un insieme di scelte che, ripetute nel tempo, aiutano l’intestino a diventare meno reattivo e più stabile.

La valvola ileocecale ci lascia quindi un messaggio molto potente.

Nel corpo anche le strutture più piccole possono avere un ruolo enorme.

Una piccola porta può aiutare due mondi a restare in equilibrio.

Da una parte il tenue, con digestione e assorbimento.

Dall’altra il colon, con microbiota, fermentazione e recupero di acqua.

In mezzo, un confine intelligente.

E quando impariamo a conoscere questi confini, smettiamo di vedere l’intestino come un semplice tubo.

Iniziamo a capirlo per quello che è davvero:

un sistema complesso, coordinato e profondamente intelligente.

Come sempre, se ci sono sangue nelle feci, febbre, anemia, calo di peso non voluto, dolore notturno persistente, diarrea importante o sintomi nuovi che non riconosci, non aspettare e parlane con il medico.

Perché la conoscenza serve a orientarsi meglio.


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