La vulva
- Alberto Trevisan
- 4 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Hai presente quando stai facendo la spesa, ti chini per prendere l’acqua, e senti quella vocina interiore che dice: “Ehi.. lì sotto tira qualcosa, ma non so bene dove”?
Oppure quando, seduto troppo tempo, ti aggiusti sulla sedia come se stessi cercando il punto preciso in cui “non dà fastidio”?
Ecco.
La maggior parte delle persone pensa che “lì sotto” ci sia una cosa sola. In realtà è un quartiere intero, con strade, porte, corridoi e sistemi di sicurezza diversi.. e se non conosci la mappa, è impossibile capire da dove arriva un fastidio, un dolore o una disfunzione.
Questa immagine è quella mappa.
L’immagine mostra la vulva, NON la vagina (già qui metà delle persone scopre di aver sempre sbagliato parola). Qui si trovano il monte pubico (la “collina di protezione”: zona ricca di tessuto adiposo che ammortizza pressioni e impatti), grandi e piccole labbra (non sono solo “pelle”: sono strutture vascolarizzate e sensibili che proteggono le aperture interne e modulano la meccanica durante cammino, sport, sessualità e parto), clitoride e cappuccio clitorideo (il più grande incompreso dell’anatomia:
quello che si vede è SOLO la punta, sotto ci sono radici e bulbi che avvolgono il perineo e partecipano al tono muscolare della zona), uretra e vagina (aperture separate, la maggior parte delle irritazioni, dolori, sensazioni di bruciore.. derivano da relazioni tra queste due aperture), perineo e commissura posteriore (il “cuore biomeccanico” della zona, perchè qui si scaricano tensioni lombari, pressioni addominali, errori respiratori, posture compensate, esiti di parti, episiotomie, traumi, cicatrici, ipertono del pavimento pelvico) e l'ano (parte fondamentale della continenza, delle pressioni interne e della dinamica respiratoria addomino-pelvica).
La maggior parte delle donne crede che:
“Mi fa male lì.. sarà infezione, irritazione, ho fatto qualcosa di sbagliato.”
In realtà, spesso è postura, ipertensione del pavimento pelvico, respirazione sbagliata, serraggio involontario, frenulo posteriore rigido, retraining motorio mai fatto, esiti di parti sottovalutati, tensione lombare che si scarica sul perineo.
Il corpo non sbaglia.
Compensa.
La vulva non è “una cosa”.
È un sistema complesso dove ogni parte influenza le altre.
Come un condominio: se un inquilino fa casino, tutto il palazzo ne risente.
“E QUINDI?”
Se una persona avverte bruciore, fastidio, dolore o “sensazione strana”:
NON dare per scontato che sia infezione.
NON ignorare perché “passa da solo”.
NON vergognarti.
NON trattare con prodotti a caso.
Serve una valutazione: pavimento pelvico, postura, respirazione, cicatrici, tono muscolare, relazione addome-bacino.
La vulva non è un tabù.
È un sistema complesso che merita rispetto, conoscenza e cura.
La prossima volta che senti dire “È tutto nella tua testa”, fai un bel respiro, sorridi
e ricordati che il tuo corpo non inventa nulla. Ti sta parlando.
E merita qualcuno che lo ascolti davvero.














































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