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Ghiandole di Bartolino: le sentinelle della lubrificazione.

Queste ghiandole sono fondamentali per il comfort e la protezione del tessuto genitale femminile:

1. Produzione di Moco Lube  Durante l’eccitazione sessuale, le ghiandole di Bartolino secernono un liquido mucoide e trasparente. Questo fluido non solo facilita la penetrazione riducendo l’attrito, ma protegge anche la delicata mucosa vaginale da microtraumi e lacerazioni che potrebbero trasformarsi in porte d’ingresso per le infezioni.

2. Equilibrio del pH vaginale   La secrezione di queste ghiandole ha un carattere alcalino. Questo è biologicamente strategico: aiuta a neutralizzare l’acidità naturale della vagina in momenti specifici, creando un ambiente più favorevole alla sopravvivenza degli spermatozoi e mantenendo l’idratazione della lobby vulvare, evitando la secchezza cronica.

3. Patologia comune: Il Bartolinocele   Il problema più comune si verifica quando il condotto di uscita si ostruisce (per infiammazione o batteri). Non potendo drenare, il liquido si accumula e forma una cisti (Bartolinocele). Se questa cisti si infetta, si trasforma in un ascesso di Bartolino, una condizione estremamente dolorosa che spesso richiede un drenaggio chirurgico e un trattamento con antibiotici.

4. Differenza con altre ghiandole  È importante non confonderle con le ghiandole di Skene (che sono vicine all’uretra). Quelle di Bartolino si occupano specificamente della lubrificazione del terzo inferiore della vagina e dell’esterno della vulva. Con l’arrivo della menopausa, la sua attività può diminuire, contribuendo all’atrofia e alla secchezza vaginale.

Conoscere la propria anatomia è il primo passo per individuare le anomalie in tempo!


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