Come funziona davvero la pillola del giorno dopo?
- Alberto Trevisan
- 18 ore fa
- Tempo di lettura: 1 min
La contraccezione d’emergenza, conosciuta come la pillola del giorno dopo, è un metodo progettato per prevenire la gravidanza dopo una relazione non protetta. Il suo funzionamento è puramente preventivo e agisce sui processi biologici prima che avvenga la fecondazione.
Il suo componente principale è spesso il levonorgestrel, un ormone sintetico che imita il progesterone. Il suo meccanismo d’azione principale è il ritardo o l’inibizione dell’ ovulazione. Se l’ovaia non ha ancora rilasciato l’ovulo, la pillola invia un segnale chimico che blocca questo processo, impedendo che l’ovulo sia disponibile per essere fecondato dagli spermatozoi già nel tratto riproduttivo.
Oltre a rallentare l’ovulazione, questa carica ormonale altera temporaneamente la composizione del muco cervicale. Rendendolo più denso e denso, crea una barriera fisica e chimica che rende difficile il movimento degli spermatozoi verso le tube di Falloppio. È importante chiarire che, secondo le attuali evidenze scientifiche, questa pillola non è abortiva; se l’ovulo è già stato fecondato e impiantato, il farmaco non interromperà la gravidanza in corso.
L’efficacia di questo metodo dipende criticamente dal tempo. L’anatomia femminile è un ambiente dinamico dove gli spermatozoi possono sopravvivere per diversi giorni. Per questo motivo, più velocemente viene assunta la dose, maggiore è la probabilità di fermare la cascata biologica prima che l’ovulo venga rilasciato. Non deve essere usato come metodo di routine, poiché la sua alta concentrazione ormonale è progettata esclusivamente per situazioni di emergenza.














































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